La Court, lo «Chateaux del Nizza»

La Court, lo «Chateaux del Nizza»

La Court Michele Chiarlo

Due colline dedicate al Nizza e al Barbera d’Asti. Due colline che compongono un corpo unico di oltre 20 ettari di filari coltivati in maniera sostenibile. Due colline e tre cascinali che ospitano uno dei primi esempi italiani di land art tra i vigneti, l’Art Park La Court.

Questo, in estrema sintesi, è La Court di Michele Chiarlo, non a caso uno dei più celebri vigneti dell’Astigiano e, forse, uno dei più importanti per la denominazione Nizza Docg, riconosciuta ufficialmente nel 2014.

Ubicato nel comune di Castelnuovo Calcea, La Court venne acquistato nel 1995 e, da allora, è diventato lo “chateaux” di Michele Chiarlo: una splendida tenuta a corpo unico sulle colline del Monferrato, simbolo di qualità enologica (è da qui che proviene il Cipressi Nizza Docg miglior vino 2018 per Wine Enthusiast) e qualità paesaggistica, celebrata attraverso le opere dell’Art Park, in continuo dialogo con il contesto vitivinicolo in cui sono inserite.

UNA CULLA PER IL BARBERA

A La Court nascono i migliori vini di Michele Chiarlo ottenuti da uve barbera, vinificati in due importanti tipologie: il Nizza Docg (nelle sue versioni Cipressi, La Court, Vigna Veja) e la Barbera d’Asti Docg (nella versione Le Orme).

A La Court i vigneti sono tutti esposti a sud-sudovest, ad un’altitudine media di 250 metri. I suoli rientrano pienamente nelle cosiddette sabbie astiane, formazioni geologiche tipiche dell’Astigiano. Marne argilloso-calcaree di origine sedimentaria marina, con buona presenza di limo e sabbia, ricchissime di microelementi, tra cui spicca il magnesio. Le sabbie e i microelementi donano vini ampi, intensi, contraddistinti da una particolare eleganza, sostenuta da una buona spalla acida (tipica del vitigno) e una straordinaria struttura capace di dare grande longevità a tutti i vini qui prodotti.

VOCAZIONE NIZZA

La vocazione di La Court è conosciuta: Castelnuovo Calcea è tradizionalmente considerato uno dei territori migliori dell’Astigiano per le uve barbera. Un’eccellenza che è stata accreditata anche dalla zonazione del Nizza, commissionata dall’Associazione Produttori del Nizza ad Alessandro Masnaghetti nel 2018, che ha inserito La Court fra i cru storici della denominazione: una zona «di sicura reputazione», scrive Masnaghetti, «[…] dove i terreni chiari e calcarei danno al vino longevità, corpo ed equilibro».

La storia del Nizza è particolare. Nata come “sottozona” della Barbera d’Asti, nel 2014 è stata riconosciuta come Docg a sé stante dopo un ventennale lavoro di valorizzazione, di cui Michele Chiarlo è stato uno dei principali promotori. L’odierna denominazione è assai severa: sono solo 18 i comuni in cui si può produrre, tutti intorno a Nizza Monferrato. Le uve devono essere 100% barbera, con rese molto basse (inferiori a 70 quintali per ettaro) e il periodo di affinamento non può essere inferiore ai 18 mesi (di cui 6 in legno), che diventano 30 (di cui 12 in legno) per la menzione «Riserva».

L’ART PARK LA COURT

Se l’eccellenza di La Court in campo vitivinicolo è indiscussa, c’è un altro aspetto per cui la tenuta merita una visita. È l’omonimo Art Park, uno dei primi esempi italiani di “museo fra i vigneti”. Inaugurato da Michele Chiarlo nel 2003, raccoglie opere di importanti artisti a livello internazionale: Emanuele Luzzati, Ugo Nespolo, Chris Bangle e Giancarlo Ferraris, solo per citare i nomi più celebri. L’idea alla base del parco è la simbiosi tra natura e “artificio”, tra paesaggio e lavoro dell’uomo: tutte le opere dell’Art Park dialogano con il loro contesto, invitando lo spettatore a vivere la bellezza del luogo con uno sguardo inedito e partecipe. L’esperienza dell’Art Park è libera: ciascun visitatore può accedere al percorso artistico grazie alle paline segnavia e all’App dedicata, che funge da audioguida (scaricabile da Google Play e Apple Store).

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Art Park La Court

CIPRESSI, ICONA DI MICHELE CHIARLO

Un’ultima curiosità. I maestosi cipressi piantati verso la metà del XIX secolo sulla sommità di La Court sono diventati un’icona di Michele Chiarlo. A loro l’artista Giancarlo Ferraris ha dedicato l’etichetta Cipressi Nizza Docg che, come già accennato, nel 2018 ha scalato la classifica del Top 100 di Wine Enthusiast diventando il primo vino a base barbera (e il primo Nizza, ovviamente) a raggiungerne la vetta.


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