Cerequio, il vigneto più ambito del Barolo

Cerequio, il vigneto più ambito del Barolo

Michele Chiarlo - Cru Cerequio

Tra i produttori Barolo si sussurra che, se il Cannubi è uno dei vigneti più conosciuto al mondo, è il Cerequio quello più ambito.

Ubicato tra i comuni di La Morra e Barolo, la MGA Cerequio è considerata una delle “terre promesse” della denominazione. «Posizione sceltissima», come descritto nel 1880 da Lorenzo Fantini, autore della prima monografia sulla viticoltura della provincia di Cuneo, Cerequio ha la forma in un anfiteatro che si sviluppa attorno all’omonima borgata, la cui strada di crinale lo divide in due versanti ben riconoscibili: uno esposto a Sudovest ed uno a Sudest. Sebbene la qualità delle uve sia elevatissima in ogni sua parte, è certo il versante Sudovest quello meglio esposto (in direzione della MGA Case Nere). Non è un caso che da qui derivino le etichette che hanno fatto e tutt’ora segnano la storia del Barolo. E non è un caso che proprio in quest’area sorga il vigneto da cui Michele Chiarlo, solo nelle annate migliori, vendemmia le uve per il suo Cerequio Riserva.

Mga Cerequio panoramica

Dalla parcella più vecchia, le cui viti risalgono al 1972, solo nelle annate eccezionali, Michele Chiarlo vinifica il Barolo Cerequio Riserva, piccola ed esclusiva gemma enologica.

LA RIVIERA DELLE LANGHE

Al contrario del Brunate, MGA confinante caratterizzata da un dislivello altimetrico di quasi 200 metri, Cerequio è più pianeggiante e la forma delle colline più morbida. Ne consegue un paesaggio davvero unico, scandito da ampi e ordinatissimi vigneti solcati da strade bianche in terra battuta. Cerequio rappresenta una vera e propria icona paesaggistica, piccola summa estetica del paesaggio vitato della denominazione Barolo, tanto che non sono pochi i produttori ad averlo soprannominato «Riviera delle Langhe». 

IL RELAIS DEL BAROLO

Immerso tra i filari, sorge Palás Cerequio, nato dal recupero di un palazzo nobiliare del Settecento e primo relais dedicato ai cru del Barolo. In onore di un paesaggio e di un patrimonio vitivinicolo così importante, ogni ambiente del Palás è studiato per sottolineare una diversa etichetta prodotta nei migliori vigneti della zona tra passato, presente e futuro: il caveau, gioiello del relais, accoglie oltre mezzo secolo di annate di Barolo, dal 1958 ad oggi, in una collezione che supera le 6 mila bottiglie.

Mga Cerequio in autunno e Pàlas Cerequio

Pàlas Cerequio, immerso tra il cigneti della Mga Cerequio

PRIMA CATEGORIA

Renato Ratti, famoso barolista, scrittore, ex presidente del Consorzio del Barolo, nonché primo “geografo” del Barolo, nella sua celebre Mappa del Barolo (1965) inserisce il Cerequio nei cru di «Prima Categoria». Come dargli torto? Un perfetto mix di suoli composti da sabbia, limo e argilla, le famose Marne di Sant’Agata; esposizioni e un clima con sbalzi di temperatura giorno-notte ottimali per la maturazione fenolica delle uve e la fissazione delle caratteristiche aromatiche, fanno davvero di Cerequio la «vigna delle vigne», l’appezzamento che più di un produttore vorrebbero possedere.

Per capire la qualità dei vini qui prodotti, basta ascoltare le parole di Alessandro Masnaghetti, uno dei più famosi wine critic italiani, sempre parco e misurato negli elogi: 

[Cerequio] è una menzione di assoluto prestigio che esprime in genere uno stile fatto di struttura e si austerità, ma anche di un innato senso della misura che porta questi Barolo a svilupparsi in modo caldo e progressivo.