Barolo Balena, Le Metamorfosi del Vino

Barolo Balena, Le Metamorfosi del Vino

Barolo Balena

Una balena può entrare in una bottiglia? Può la preistoria farsi materia vivente? Può l’acqua trasformarsi in vino? E il mare in colline?

La risposta, per quanto apparentemente assurda, è: «Sì, può». In natura, d’altronde, nulla si distrugge, tutto si trasforma. E ciò che credevamo impossibile, a volte, il trascorrere del tempo e l’insondabile “fantasia” inscritta nel Creato lo rendono possibile.

Questa la scintilla creativa alla base del Barolo Balena, progetto di forte attitudine visionaria e pensiero laterale. Protagonisti una balena preistorica e il Barolo di Michele Chiarlo, riletti attraverso l’arte di Mario Di Paolo, direttore artistico della boutique creativa Spazio Di Paolo, e la tecnica di Luxoro, azienda specializzata nella nobilitazione delle stampe ad alto valore artistico e professionale.

IN PRINCIPIO FU LA BALENA

L’idea del Barolo Balena nasce da un ritrovamento speciale, quello dello scheletro di una balena preistorica al di sotto di terreni destinati alle vigne, nelle Langhe. Fondali marini e vino, preistoria e viticoltura, improvvisamente, trovano un insolito punto di contatto tra presente e passato.

Certo. Si conosceva da tempo che i terreni della Langhe, milioni di anni fa, furono fondali marini profondi, oggi responsabili di quei suoli marnosi e calcarei che hanno regalato i migliori vini rossi al mondo. Ma fino ad allora nessuno aveva potuto toccare con mano l’inesprimibile vicinanza tra il più grande cetaceo del pianeta e una bottiglia di vino. Un’idea peregrina e potentissima, che è stata l’input creativo del Barolo Balena e che, oggi, è raccontata in una etichette speciale di Michele Chiarlo e un video che racconta poeticamente la genesi e la contaminazione di idee che ha dato vita al progetto.

METAMORFOSI DI UNA BALENA

Sotto la direzione artistica di Mario Di Paolo, le soluzioni tecniche di Luxoro e le tecnologie dell’Industria Grafica Eurostampa, Michele Chiarlo ha permesso alla balena preistorica di unirsi al Barolo attraverso la creazione un’etichetta di alto valore artistico. D’altronde, la stessa etichetta è sublimazione dell’impossibile, narrazione per immagini di un sapore, ovvero la «stampa» di un’esperienza che solo il vino, e lo «spirito della terroir» in esso contenuto, potranno regalare.

Nell’etichetta del Barolo Balena, lo scheletro del cetaceo è sia figurativamente che letteralmente immerso nella terra dove è stato ritrovato. I toni e la consistenza dell’inchiostro di stampa sono estremamente naturali e reali, ottenuti utilizzando proprio la terra della vigna di Michele Chiarlo.

Non solo. La rarità del fossile e la preziosità dei suoli del Barolo è stata evocata attraverso lamine d’oro stampate a caldo: riflessi che esprimono a pieno la magnificenza di questo inatteso ritrovamento, la potenza e la grazia di un mondo marino a cui dobbiamo la meraviglia, e l’austerità del Re dei Vini.

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