Fornaci, il ritorno del Gavi longevo

Fornaci, il ritorno del Gavi longevo

Alcuni vini fanno parlare di sé anche quando non sono prodotti.

È il caso del Gavi Fornaci, la cui pima annata risale al 1988 e l’ultima al 2012 – almeno finora.

Un Gavi che ha assunto i caratteri del mito quando, nel 1998, il Gambero Rosso decise di assegnargli i Tre Bicchieri: il primo Gavi della storia a meritare il riconoscimento. Il premio, però, non fu attribuito all’ultima annata disponibile, bensì a quella degli esordi, il 1988. Fu creata un’apposta rubrica, «I tre bicchieri mai dati», che dieci anni più tardi rendeva giustizia a una bottiglia reputata straordinaria.

Nasce dunque sotto il segno di una marcata unicità il Gavi Fornaci che oggi Chiarlo, con l’annata 2019, riporta ai suoi antichi splendori. Un Gavi fortemente richiesto dagli amici e poi dai clienti della cantina di Calamandrana, memori di un sorso che colpiva per la sua atipicità e, soprattutto, per la capacità di evoluzione.

Fornaci è un single vineyard da uve cortese in purezza coltivate in una delle più storiche e vocate zone della denominazione Gavi. Un bellissimo crinale che dalla frazione Rovereto, sotto il comune di Gavi, prosegue verso Tassarolo. I filari poggiando su terreni di marna scura, con presenza di ferro e ciottoli, felicemente esposti a Sudest. Il clone utilizzato per il vigneto è anch’esso particolare, un piede franco pre-fillossera che Chiarlo ha riprodotto da selezioni massali risalenti agli anni ’10 del Novecento.

Tutto, a Fornaci ci parla di un Gavi pronto alla longevità. In vigna si agisce selettivamente, con diradamenti esasperati, per portare in vigna solo il frutto migliore. Un processo qualitativo che prosegue in cantina con un affinamento di tre anni, davvero inusuale per un bianco piemontese, parte in acciaio e parte in legno di rovere francese.

È così che nasce uno dei Gavi più atipici della denominazione. In bocca sprigiona sentori che spaziano dal miele d’acacia agli agrumi, sfumature di frutta candita e fiori bianchi. Il tutto compresente ad una mineralità elegantissima, che termina con una sorprendente, eppure sempre equilibrata, sapidità.

Una Gavi raro, unico, impareggiabile, capace di resistere al tempo e, proprio nel tempo, trovare la sua evoluzione perfetta.