Stagione 2019, un’annata “tailor made”

Stagione 2019, un’annata “tailor made”

Vendemmia 2019

Stefano Chiarlo, che guida la cantina di famiglia con il fratello Alberto e il papà Michele, fornisce il primo bilancio di una vendemmia classica, nel nome della tradizione: grande lavoro artigianale in vigna, studiato parcella per parcella.

Ottobre 2019. Calamandrana – Nel Monferrato, nella cantina di Calamandrana di Michele Chiarlo, le uve sono ormai giunte tutte in cantina, nei vigneti rimangono a brillare e a far bella mostra di sé i pampini vestiti dei cangianti colori autunnali. La vendemmia, iniziata con i moscati il 5 settembre, si è protratta sino ad oltre metà ottobre, cosa che non accadeva dal 2010. Tempi lunghi e un andamento a scalare che hanno permesso di lavorare in modo tranquillo e senza affanno, come nelle annate più classiche e tradizionali

Stefano Chiarlo«Dal punto di vista quantitativo è stata una vendemmia senza dubbio più scarsa, circa un 20% in meno rispetto allo scorso anno, che ha portato con sé un’uniformità di maturazione importante e uve perfettamente sane» racconta Stefano Chiarlo, a guida della cantina di famiglia insieme al fratello Alberto e al papà Michele. Nonostante i mesi di gran caldo che si sono avuti da metà giugno a fine settembre, non vi è stato un anticipo sui tempi e le piante non hanno sofferto di stress idrico grazie ad un paio di abbondanti precipitazioni nel mese di luglio.

«È un’annata favorevole alle grandi posizioni, ai grandi cru, continua Stefano Chiarlo – che sicuramente premierà chi ha ben lavorato durante le operazioni di diradamento a garanzia di una maturazione equilibrata». La vite nonostante i sempre più evidenti e frequenti sbalzi metereologici si è comportata bene, tuttavia ogni vigneto ha poi avuto bisogno di tempi di sviluppo diversi, evidenziando anche 15 giorni di differenza tra i singoli appezzamenti.

La gestione del vigneto è stata fondamentale: un lavoro di attento monitoraggio e di cura nel processo di maturazione tecnologica e fenologica. «In vigna il lavoro è sempre più cucito su misura del singolo vigneto, vivendolo, standoci a stretto contatto, pronti a mettere in campo azioni agronomiche mirate – dichiara Stefano Chiarlo. Questo atteggiamento “tailor made” traspare non solo dall’aver atteso nel migliore dei modi possibili a tutte le operazioni in vigna, parcella per parcella, ma anche dall’aver seguito, per ciascuna, le curve di maturazione, al fine di ottenere un risultato che ne rispecchi le caratteristiche, rispettandone l’unicità. Proprio come un vestito artigianale che, nei dettagli, svela la professionalità e la cura di chi lo ha prodotto».

Difficile fare previsioni sui vini che questa annata porterà con sé. È certo che la Barbera si mostrerà nella sua potente eleganza facendo presagire una buona longevità e i Nebbioli, portatori di gradazioni buone ma non eccessive, saranno eccellenti nella qualità. Meno rese in assoluto, ma vini che sapranno emozionare.