Ratings 2022: ecco i vini più premiati di Michele Chiarlo

Ratings 2022: ecco i vini più premiati di Michele Chiarlo

Come ogni anno a dicembre, Michele Chiarlo raccoglie i migliori punteggi che la stampa internazionale ha assegnato alle sue etichette. 

Il 2022, in particolare, è stato ricchissimo di soddisfazioni. I più importanti cru dell’azienda – CerequioCannubiAsiliFasetLa Court – raccolgono punteggi strepitosi, tutti sopra i 94 punti. Ma ci sono alcune piacevoli sorprese che riguardano il Nizza Cipressi, il Barolo Tortoniano, il Barbera d’Asti Le Orme, il Moscato d’Asti Nivole e il Nizza Montemaretola cui prima annata – il 2020 – ha visto la luce proprio quest’anno, guadagnandosi fin da subito un posto d’onore tra le etichette più apprezzate.

Nella breve rassegna stampa che leggerete di seguito, abbiamo deciso di condividere i migliori punteggi ottenuti dai nostri vini insieme ai giudizi che i vari critici hanno redatto. In questo modo potrete aggiungere alla “matematica freddezza” del voto, il “caldo racconto” di chi quei vini li ha degustati.


Barolo Docg Cerequio 2018

Il Barolo Cerequio è cresciuto molto negli ultimi anni ed è diventato senza ombra di dubbio l’icona di Michele Chiarlo, il vino capace di raccontare in solo sorso il nostro impegno all’eccellenza. Non è un caso che, proprio il Cerequio, sia stato scelto come primo Barolo e primo vino piemontese da La Place de Bordeaux,  il più importante sistema distributivo di fine wine al mondo. E non è un caso che la critica ne sottolinei i pregi. Un Barolo «estremamente espressivo al naso, pieno di meravigliose sfumature aromatiche», come ha scritto Georgie Hindle su Decanter assegnandogli 96 punti: «Un mix di linearità e delicatezza eterea in un corpo ricco e fruttato. Delizioso». Giudizio ripreso da Monica Larner (Wine Advocate), che ne sottolinea la nettezza espressiva (95 punti): «Il Barolo Cerequio 2018 dimostra una grande potenza, con saldi tannini che avvolgono il palato». Per Bruce Sanderson (Wine Spectator – 94 punti), il Cerequio «rivela seducenti sentori di ciliegia e frutti di bosco, insieme a note floreali e di sottobosco, il tutto sottolineato da un elemento minerale e da tannini decisi e ben integrati.”

Barolo Docg Cannubi 2018

L’annata 2018 rappresenta un’altra grande performance per il Barolo Cannubi. «La mia bottiglia preferita tra i Barolo di Chiarlo», confessa Monica Larner nelle sue note sul Wine Advocate (95+ punti). Così anche Kerin O’Keefe (Wine Enthusiast – 96 punti) che ne sottolinea la «grande profondità» e «l’eleganza terrigna», un vino «ben bilanciato, con tannini fitti, vellutati e fresca acidità».

Barbaresco Docg Asili 2019

«Bouquet fragrante con aromi luminosi e incisivi di ciliegia selvatica, lampone, fiori blu e pietrisco». Il Barbaresco Asili 2019 ottiene il miglior punteggio da Monica Larner (94+ punti) che dalle colonne del Wine Advocate descrive così il prestigioso cru di Michele Chiarlo: «L’annata 2019 mostra un livello di energia e vitalità che lo aiuta a distinguersi in mezzo alla folla. Ha una struttura elegante e setosa: questa è un’espressione davvero attraente del vigneto Asili di Barbaresco».

Barbaresco Docg Faset 2019

È Antonio Galloni (Vinous – 93 punti) a cogliere l’anima del Faset, un Barbaresco «tutta grazia». Su Vinous, il critico di origine italoamericana continua: «Ciliegia scura, spezie, cuoio, tabacco, moka, erbe essiccate e liquirizia si fondono insieme: questo morbido Barbaresco offre “tonnellate” di immediatezza. Dolci note floreali e speziate indugiano sull’invitante finale».

Nizza Docg Riserva La Court 2019

Il Nizza Riserva La Court 2019, da viti vecchie di 45 anni, secondo Antonio Galloni (Vinous – 92 punti) «è invecchiato magnificamente»: avvolge il palato «con frutta nera come l’inchiostro, cuoio, fumo, liquirizia, tabacco, moka e cioccolato». Il profilo aromatico del La Court stupisce tanto Falstaff («vellutato, strutturato, pieno e ricco al palato, con un finale succoso» – 94 punti), quanto Vinum: «Una super selezione della tenuta: Barbera estremamente classico al naso con note di frutti di bosco, ciliegie, spezie ed erbe aromatiche, il legno è ben integrato. In bocca è morbido. L’acidità azzeccata garantisce un finale elegante su note di frutta matura e spezie (18 punti)».

Barbaresco Docg Reyna 2019 e Barolo Docg Tortoniano 2018

Il Reyna 2019 viene apprezzato da Antonio Galloni (Vinous – 91 punti): «È brillante, fruttato e dritto, il che lo rende un’ottima scelta da bere ora e nei prossimi anni. Dolci accenti floreali, spezie e un tocco di buccia d’arancia conferiscono freschezza. C’è una bella profondità e densità qui».

Mentre il Barolo Tortoniano guadagna le belle parole di Kerin O’Keefe, che ne esalta la capacità di evoluzione con un impressionante 94 punti su Wine Enthusiast: «Dal calice escono aromi invitanti che ricordano il tartufo, la menta selvatica, i frutti di bosco e le spezie insieme a sentori di rosa. Gli aromi si trasferiscono al palato, che risulta sapido ed elegante mentre i tannini tesi e a grana fine forniscono struttura. La fresca acidità lo mantiene equilibrato. È già accessibile, ma mostra anche un grande potenziale di invecchiamento a medio termine». Ottimi apprezzamenti anche da parte di Bruce Sanderson (Wine Spectator – 92 punti), che lo commenta con la nota «stile speziato, con un cuore di ciliegia e frutti di bosco arricchito da note di eucalipto, tabacco, ferro e rovere tostato. Intenso, ma elegante sul finale, con una vibrante acidità»

Nizza Docg Cipressi 2019 e Nizza Docg Montemareto 2020

Ottimi giudizi per i Nizza di casa Chiarlo. Falstaff premia il Cipressi 2019 con 93 punti e afferma: «Molto fine al palato, tannini levigati a maglia fine, finale lungo». Bruce Sanderson (Wine Spectator – 92 punti) lo descrive come «pieno e molto avvolgente, compatto sul finale».
L’esordio per Montemareto (la cui prima annata è proprio il 2020) non poteva essere migliore. Per James Suckling (91 punti) si tratta di un vino «vibrante, succoso ed elegante, da bere subito». Ad Antonio Galloni (Vinous – 92 punti) piace invece la sua vocazione «naturalmente selvatica», che lo rende un’etichetta «profonda e strutturata, con molto da dire».

Moscato d’Asti Nivole 2020 e 2021

Non potevano mancare, infine, le parole riservate a Nivole, icona del Moscato d’Asti nel mondo. Il 2022 verrà ricordato per il lancio sul mercato di P Nivole, la versione premium di questa etichetta, ma anche la sua versione base ha ricevuto molti apprezzamenti. Kerin O’Keefe degusta l’annata 2020: «Dal bicchiere emergono invitanti aromi di drupacee mature, caprifoglio e gelsomino. Il palato luminoso e leggermente schiumoso offre pesca bianca cremosa, albicocca e un pizzico di scorza d’arancia insieme a fresca acidità (92 punti)». Mentre Julie Sheppard descrive su Decanter l’annata 2021, regalandoci qualche consiglio: «Questo Moscato è una delizia. Godetevelo all’aperto con una ciotola di fragole: la bottiglia con tappo a vite da 37,5 cl è perfetta da inserire nel cestino da picnic. Pesca, pera matura e mela sono avvolte da una mousse delicata e cremosa ed equilibrate da una fresca acidità (91 punti)».


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