I cru sono il cuore della nostra identità.

I cru sono il cuore della nostra identità.

In Piemonte, la cultura del cru ha radici profonde: già nella Monografia sulla viticoltura ed enologia nella provincia di Cuneo di Lorenzo Fantini (1879), le vigne di Barolo e Barbaresco erano distinte per nome e qualità, ponendo le basi di un concetto di zonazione ante litteram. È una tradizione che ha segnato la storia della viticoltura italiana e che oggi continua a definire la nostra visione.

Fin dagli esordi, Michele Chiarlo ha riconosciuto nei grandi cru del Barolo il vertice qualitativo del Piemonte, scegliendo di presidiare alcuni dei vigneti più storici e vocati della denominazione. È da queste colline, citate da Fantini per la loro eccellenza, che nasce la nostra idea di cru: luoghi che racchiudono la sintesi perfetta tra storia, suolo e interpretazione umana.

Abbiamo scelto di concentrare il lavoro su vigneti ben delimitati, con una storia, un’esposizione e un suolo che ne definiscono la personalità. Oggi coltiviamo e vinifichiamo 12 cru tra Langhe e Monferrato – fra cui Cerequio e Cannubi, due delle menzioni più antiche e prestigiose del Barolo, accanto a Asili, Montestefano e La Court.

I nostri cru sono testimonianze vive delle colline riconosciute dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità: raccontano la profondità dei Nebbiolo, la forza della Barbera, la freschezza dei bianchi piemontesi. Vini longevi, che conservano memoria del luogo e la restituiscono vendemmia dopo vendemmia.

Un approccio terroir-based

La forza dei cru nasce dalla combinazione di fattori naturali e scelte umane. Le vigne sono tutte in collina, su suoli che variano dalle marne calcaree alle sabbie ricche di minerali, con esposizioni che determinano maturazioni e profili aromatici differenti. La conoscenza di ogni parcella – accumulata in decenni di esperienza – guida potature, diradamenti, tempi di raccolta e vinificazione.

In cantina i cru sono vinificati in purezza, senza assemblaggi, perché l’obiettivo non è uniformare ma valorizzare la singolarità di ciascun vigneto. Le fermentazioni avvengono spesso in tini troncoconici di legno, con estrazioni delicate per fissare le caratteristiche varietali. Gli affinamenti sono calibrati: botti grandi e medie per i Nebbiolo, legni alternati per la Barbera, acciaio per i bianchi. Sempre con la stessa idea: accompagnare il carattere del terroir senza coprirlo.

Il valore della selezione

Produrre cru significa anche avere il coraggio di fermarsi: non tutte le annate vengono imbottigliate. In oltre sessant’anni di storia abbiamo scelto di non imbottigliare sei annate – se il livello qualitativo non è all’altezza, preferiamo rinunciare.

È un principio che ci permette di mantenere coerenza e credibilità, perché un cru deve essere espressione autentica del vigneto e non un compromesso.