Il meglio del primo semestre
Michele Chiarlo secondo la stampa
Il primo semestre dell’anno ha portato con sé una serie di riconoscimenti che meritano di essere messi in fila, per restituire il senso di una traiettoria che continua, coerente, cru dopo cru. Ne abbiamo scelti un po’ da condividere con orgoglio.
A livello internazionale, lo sguardo dei critici ha continuato a riconoscere noi – e il Piemonte – attraverso le nostre etichette: Bruce Sanderson, firma di riferimento per Wine Spectator, ha selezionato Cipressi 2021 – Nizza DOCG vinificato in botti grandi – tra i suoi “Smart Buys” dal Piemonte: vini intelligenti, ben fatti, capaci di raccontare un territorio senza mediazioni.
Il nuovo Barolo Riserva DOCG Tortoniano 2019 ha debuttato con 97 punti su JamesSuckling.com, con Aldo Fiordelli e Jacobo Garcìa Andrade che lo definiscono “Un vino aggraziato […] elegante, maturo, rinfrescante e lungo”. Il Barbaresco DOCG Asili 2021 ha raccolto 95 punti da Monica Larner per Robert Parker Wine Advocate, che ne ha elogiato la capacità di coniugare forza e disinvoltura. Il Barolo DOCCG Cerequio 2021, dal canto suo, continua a essere una certezza: 96 punti da Kerin O’Keefe (“impeccabilmente equilibrato”) e 94 su Decanter.
Il Barbaresco DOCG Faset 2022 si è fatto notare per la sua energia “succosa e vibrante”, come ha scritto Georgina Hindle assegnandogli 94 punti. Ed è sempre Faset, insieme al Barolo DOCG Cerequio, ad apparire nel report Hors Bordeaux 2025 pubblicato da Colin Hay su The Drinks Business.
C’è stato spazio anche per Nivole, il Moscato d’Asti che Decanter ha inserito tra le “Expert’s Choice” di Filippo Bartolotta.
Grande riscontro anche tra gli esperti del trade: ai Sommelier Wine Awards, Michele Chiarlo è stato premiato come European Producer of the Year, con cinque vini su cinque a medaglia – tra cui l’oro a La Court Nizza Riserva 2021 e il doppio riconoscimento Critics’ Choice e By the Glass al Gavi di Gavi Rovereto 2023, raro esempio di bianco che spicca in una batteria di rossi.
Dalla stampa italiana sono arrivate parole altrettanto positive; su L’Espresso Luca Gardini ha dedicato un articolo a Chiarlo e al Barolo Cerequio 2021, valutandolo 98 punti. Il Tortoniano Riserva è apparso su ELLE, tra i vini protagonisti di Vinitaly.
Ci rende orgogliosi anche il grande apprezzamento per Palás Cerequio – non solo come wine resort, ma come visione d’insieme. Food & Wine l’ha inserito tra le dodici migliori cantine italiane da visitare nei dintorni di Milano, mentre Jeff Porter, firma di Wine Enthusiast, lo ha definito – nell’intervista che ci ha concesso per il quarto numero di CRU – “un luogo dove ti senti subito a tuo agio, e puoi goderti il vino come andrebbe davvero goduto”, parole che raccontano bene un progetto nato per accogliere, ma anche per restituire profondità all’esperienza del vino.
La collaborazione con Ugo Nespolo, che ha dato vita al nuovo percorso artistico del Cannubi Path, è stata raccontata da LondonArt Magazine, che ha pubblicato un articolo sulla sua visione creativa e sul lungo sodalizio con la nostra famiglia. Il progetto è stato ripreso anche da testate come Gentleman e Milano Finanza, che hanno dedicato spazio al legame tra arte contemporanea, paesaggio e vino.
Gratitudine è forse la parola più semplice e più giusta per chiudere. Verso chi assaggia con attenzione, verso chi racconta con competenza, e verso chi, ogni giorno, continua a dare valore al nostro lavoro – in vigna, in cantina, con un calice o una penna.