Cannubi Path: il nuovo percorso artistico

Cannubi Path: il nuovo percorso artistico

Una celebrazione di un fruttuoso e ispirato sodalizio lungo oltre un decennio, un’occasione per rendere Cannubi un patrimonio ancora più condiviso e condivisibile: abbiamo finalmente il piacere di annunciare l’inaugurazione del Cannubi Path, percorso artistico realizzato dal Maestro Ugo Nespolo e dedicato a Michele Chiarlo.  

Ispirato dall’Art Park La Court, questo nuovo progetto vuole essere uno spazio di visita trasformato in un’esperienza multisensoriale e artistica tra i filari della Menzione Geografica Aggiuntiva più celebrata del Barolo.

Cannubi Path
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Dal 1989, Michele Chiarlo coltiva un ettaro nel cuore storico di Cannubi in una vigna terrazzata in forte pendenza, da cui nascono i nostri iconici Cannubi e Cannubi Barolo DOCG Riserva, vere gemme di eleganza e longevità.

È qui che da oggi il Cannubi Path celebra, attraverso installazioni e opere d’arte tra i filari, l’ispirato e fruttuoso sodalizio lungo oltre un decennio tra Michele Chiarlo e Ugo Nespolo – vero uomo-artista rinascimentale dell’epoca contemporanea.

Cannubi, il Cru più antico d’Italia

La più celebre delle menzioni geografiche aggiuntive del Barolo, sognata da molti e coltivata da pochi, Cannubi è anche il cru più antico d’Italia: la prima bottiglia a portarne il nome in etichetta – oggi conservata a Bra nell’archivio della famiglia Manzone – risale al 1752. La più celebre citazione del Cannubi, però, si deve alle ricerche di LorenzoFantini che, nella sua celebre Monografia Sulla Viticoltura ed Enologia nella Provincia di Cuneo, edita nel 1879, lo indica tra le posizioni migliori della zona, inaugurando la fama vitivinicola che, da allora, si diffuse prima in Italia e poi a livello mondiale, grazie anche a produttori capaci di esaltarne le innate caratteristiche in Barolo d’eccellenza.

Cannubi, situato al centro della denominazione, è il punto d’incontro tra due zone geologiche: i suoli profondi e compatti dell’Elveziano e quelli più morbidi del Tortoniano. Qui tutto è perfetto – altitudine, esposizione, suoli, giacitura e microclima regalano Barolo al vertice della denominazione.

Cannubi, però, non è “solo” Cannubi; si compone infatti di diverse sottozone, ognuna con le proprie sfumature e peculiarità che aggiungono ricchezza e complessità all’espressione di questo cru straordinario.

La definizione, senza specifiche aggiunte, “Cannubi” si riferisce alla parte centrale della collina, l’area più ampia (circa 15 ettari) e storicamente più rinomata. A nord-est, la parte più avanzata del colle è conosciuta come Cannubi Boschis. Verso sud-ovest, troviamo Cannubi San Lorenzo, situata a nord-ovest del crinale, e Cannubi Valletta, che si estende verso sud-est fino a raggiungere la strada di Alba. Infine, Cannubi Muscatel si colloca nella parte più vicina al paese di Barolo.

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