Ugo Nespolo: “Michele , un sognatore concreto”

Ugo Nespolo: “Michele , un sognatore concreto”

Ugo Nespolo è una figura luminosa nel mondo dell’arte contemporanea italiana. Nato nel 1941 a Mosso Santa Maria, nel biellese, il suo percorso artistico si è spinto oltre i confini convenzionali, intrecciandosi senza soluzione di continuità tra mezzi e contesti. Rinomato per le sue opere vibranti, che spaziano dalla pittura alla scultura, al design e alle installazioni, l’opera di Nespolo infonde vita nell’ordinario, conferendo all’esistenza quotidiana una vivace poesia; il suo approccio poliedrico all’arte gli ha guadagnato elogi e ammirazione, meritandogli l’appellativo di “artista totale” o, come alcuni lo descrivono, “uomo-artista”.  

Attraverso il suo lavoro, Nespolo non solo sfida le norme artistiche, ma invita anche gli spettatori a riconcepire il loro rapporto con il mondo che li circonda.  

Con Michele Chiarlo ha collaborato nel progetto dell’Art Park La Court e nella creazione dell’etichetta del La Court Vigna Veja Nizza Docg Riserva; oggi, è a lavoro su nuovi progetti – il Cannubi Path e una mostra personale al Palás Cerequio. 

Come artista, ho sempre creduto che l’arte non debba essere confinata tra le pareti delle gallerie o nelle pagine dei libri di storia. Dovrebbe pulsare nelle vene della vita quotidiana, intrecciandosi con il tessuto stesso dell’esistenza. Nella mia carriera ho cercato di lavorare con persone che condividessero con me questa visione: Michele era una di queste.  

Lo conobbi in occasione del decimo anniversario dell’Art Park La Court, il museo a cielo aperto tra i vigneti ideato da lui e la sua famiglia ormai oltre vent’anni fa, per il quale mi propose di collaborare con un’opera. Mi colpì subito il suo modo, la sensibilità e incredibile visione che traspariva da ogni fibra del suo essere. Era un uomo di rara profondità e lucidità, con uno spessore umano e culturale palpabile. 

La nostra collaborazione, cominciata allora, con l’ideazione della Porta Artistica sui vigneti, e tutt’oggi viva, mi ha introdotto ad una persona nei confronti della quale ho sviluppato negli anni una grande stima.  

Michele era un sognatore concreto, capace di spingersi oltre i confini dell’immaginazione e di mettere in pratica le idee più audaci. Il suo pragmatismo sapeva assecondare la sua fervida visione, trasformando sogni spesso temerari in realtà tangibili. Ne ricordo l’insaziabile curiosità, carburante della inesauribile forza creativa e imprenditoriale che ha portato la sua azienda a rappresentare una realtà rivoluzionaria nel mondo del vino. 

Aveva uno spirito libero e aperto, con cui da subito trovai grande affinità. La sua sensibilità non conosceva confini geografici o culturali; al contrario, trovava gioia e arricchimento nel dialogo con culture diverse e nel confronto con prospettive differenti.  

Pur amando profondamente la sua terra e le sue radici, Michele guardava sempre oltre l’orizzonte, cercando di trarre insegnamento e ispirazione da persone, viaggi, luoghi ed esperienze lontane. Credo sia stato proprio questo tratto del suo carattere a tradursi nel grande successo e impatto rivoluzionario che ha avuto nel mondo del vino, non solo piemontese ma italiano: la sua capacità di non limitare mai il suo pensiero a confini personali o locali, ma mantenere sempre vivo il desiderio di conoscere e condividere. 

Era un uomo che amava raccontare e amava ascoltare. Il suo rispetto per le persone con cui lavorava era palpabile in ogni interazione; nelle nostre collaborazioni, ha sempre manifestato un approccio aperto e rispettoso, lasciando spazio ad ogni contributo ed espressione. 

Il nostro ultimo incontro è stato proprio tra le sue amate vigne, a Cannubi. Mentre percorrevamo i sentieri tra i filari Michele mi raccontava della sua visione per il Cannubi Path, un progetto che avrebbe dato nuovo significato a quel gioiello del territorio. Era evidente il suo desiderio di lasciare un’impronta tangibile, di trasformare uno spazio frequentato da tanti visitatori in un’esperienza multisensoriale e artistica. Attraverso l’arte, Michele intendeva trasmettere agli ospiti l’amore e la cura che nutriva per quelle colline: la sua idea di abbellire la vigna con opere d’arte non era solo un gesto estetico, ma un modo per rendere omaggio alla terra. Il Cannubi Path verrà inaugurato nell’estate del 2024 – Michele, e la sua visione, saranno sempre con noi. 

Il Cannubi Path è stato inaugurato l’8 ottobre 2024; a questi link solo qualcuno degli articoli della stampa:
La stampa  Un percorso artistico tra i rinomati filari del vigneto Cannubi firmato Ugo Nespolo
Gambero Rosso Ugo Nespolo firma il nuovo percorso artistico di Michele Chiarlo nel cuore del Barolo
Civiltà del BereMichele Chiarlo e Nespolo: una mostra e il Cannubi Path
Winenews È dedicato a Michele Chiarlo il nuovo progetto artistico ideato dal Maestro Ugo Nespolo a Cannubi
VertdevinA New Artistic Journey Through the Vineyards