Stefano Chiarlo, «Il Nizza? Un progetto di vigna e territorio»
La forza del gruppo, la condivisione degli intenti, il coraggio di metterci la faccia. Stefano Chiarlo, nuovo presidente dell’Associazione Produttori, ci racconta come il Nizza è il risultato di un lungo progetto di identità, che ha trovato un intero territorio pronto a cogliere la sfida.
L’ Associazione Produttori del Nizza nasce il 19 novembre 2002, quando ancora il Nizza era una sottozona della Barbera d’Asti. Attualmente è costituita da oltre 70 soci che collaborano attivamente per la valorizzazione della nuova denominazione «Nizza», riconosciuta ufficialmente nel 2014. Oggi le bottiglie di Nizza prodotte superano le 800 mila unità con una crescita, in numeri assoluti, che ha superato il 30% in cinque anni, facendo del Nizza un vino sempre più riconosciuto come punta d’eccellenza del Monferrato.
Da agosto 2021, Stefano Chiarlo è il nuovo presidente dell’Associazione Produttori. A lui abbiamo chiesto il segreto del successo del Nizza e soprattutto, la sua capacità di essere ambasciatore delle sue terre, con importanti ricadute sul territorio.
Che ruolo ha giocato l’Associazione nell’ufficializzazione della denominazione?
Senza l’Associazione produttori, probabilmente, non ci sarebbe il Nizza. È grazie agli sforzi e all’impegno di tutti gli associati che abbiamo potuto scrivere il disciplinare e seguire il complesso iter burocratico per far nascere il Nizza Docg, il primo luglio del 2014. Un risultato incredibile se si pensa che il primo gruppo era composta da una decina di “sognatori”, tra cui compariva, in prima linea, Michele Chiarlo. Oggi possiamo contare su 70 associati, che producono complessivamente 800 mila bottiglie, con una crescita di produzione che, negli ultimi cinque anni, ha toccato punte del 30%. Attorno al Nizza si è compattato tutto il territorio, dando il via, tra le altre cose, ad una rinascita enoturistica, che attira anche gli investimenti stranieri.
Che cosa ha reso l’Associazione così affiatata?
Il Nizza è nato come progetto comune di vigna e di territorio, con in mente l’obiettivo dell’eccellenza. Ogni anno, per fare un esempio, i produttori del Nizza partecipavano ad una degustazione alla cieca dei loro vini. Si raccoglievano tutti i giudizi confrontando ciascuna etichetta con le altre. Queste pioneristiche degustazioni hanno contribuito alla crescita della qualità dei singoli Nizza e, nel contempo, hanno aiutato a definire un modello unico e identitario. L’assaggio, il confronto, la condivisione dei saperi: l’Associazione Produttori ha il pregio di aver tracciato una strada alla consapevolezza del Nizza e delle sue potenzialità. E c’è un’altra cosa che ha fatto la differenza.
Quale?
Caso più unico che raro, tutti i produttori di Nizza seguono l’intera filiera del loro vino. Anche le cantine sociali. Coltivano i vigneti, vinificano, imbottigliano. E girano il mondo con la loro “valigetta” per promuovere il Nizza. Non esistendo un mercato dei vini e delle uve sfuse, tutti hanno sposato il progetto del Nizza con convinzione, mettendoci la faccia.
Quali sono i progetti più importanti finora raggiunti?
L’ottenimento della denominazione è certamente il più importante. Ma non ci siamo certo fermati. Abbiamo continuato a lavorare, sempre in modo molto unito, sulla notorietà della denominazione attraverso eventi, degustazioni e incontri dedicati tanto al mercato interno, quanto all’estero. Un importante passo avanti è stato segnato dalle mappe commissionate nel 2018 ad Alessandro Masnaghetti: è il primo lavoro di zonazione tentato dal Nizza, fondamentale perché ha dato sistemazione a un sapere popolare e orale tramandato dai nostri vecchi.
Un lavoro che sta cambiando il modo di comunicare il Nizza?
Esatto. Sempre più produttori cominciano a mettere in etichetta il nome delle aree da cui provengono le loro etichette: parlano di territori diversi, di suoli e microclimi, aiutano a localizzare i vigneti e i Comuni. È un luminoso esempio di come, dando un nome alle cose, si può cominciare a capirle più nel profondo, salvando, nel contempo, la tradizione.
Ci sono i progetti in cantiere?
Quest’anno cade il 20° anniversario dell’Associazione Produttori. Stiamo perciò mettendo in campo una serie di importanti eventi in Italia e all’Estero per celebrare a dovere l’importante traguardo. Un importante piano di internazionalizzazione ci porterà a fare promozione sui mercati chiave del Nizza, in primo luogo la Svizzera e il Nordeuropa, dove la penetrazione comincia ad essere più capillare e il vino più conosciuto. Infine, il nostro grande obiettivo: vedere finalmente riconosciuta la zonazione del Nizza in Menzioni Geografiche Aggiuntive. Un iter lungo e complesso, ma non impossibile.