Palás Cerequio: un forma di abitare la vigna

Palás Cerequio: un forma di abitare la vigna

“Palás lascia senza parole. […]  Scendi dalla collina attraversando i vigneti di Cerequio e ti trovi davanti questo palazzo del Seicento affiancato da una struttura moderna mozzafiato. C’è un’eleganza pensata nei minimi dettagli, in uno degli scenari vitivinicoli più belli al mondo.”
Jeff Porter

Cerequio è una collina che cambia il modo di guardare il vino. La sua forma raccolta, la precisione dei filari, la continuità tra pendii e luce creano un rapporto diretto con il paesaggio. In un luogo così, l’esperienza diventa parte del vino stesso: un modo per comprendere il cru attraverso la presenza.

L’idea di creare un relais dedicato al Barolo nasce proprio da qui – dal riconoscimento che un cru così leggibile, così compiuto nella sua forma e nella sua storia, potesse diventare un luogo da vivere, oltre che da interpretare nel bicchiere.

Fin dalla sua apertura, Palás ha sviluppato una visione culturale dell’ospitalità. Le undici suite richiamano i grandi cru del Barolo e trasformano una geografia enologica in racconto architettonico; il Caveau conserva oltre mezzo secolo di annate, affiancato da opere d’arte, libri e oggetti che compongono un paesaggio intellettuale ed esperienziale. Il restyling del 2024 ha ampliato questa prospettiva: lo Sky Bar apre una visuale inedita sull’anfiteatro, mentre terrazze, spazi di degustazione, materiali locali e soluzioni tecniche a basso impatto sostengono un progetto fondato sulla continuità e su un dialogo costante con la collina.

Palás Cerequio rappresenta così una forma di abitare la vigna che è un invito a riconoscere nel Barolo uno spazio culturale, fatto di vino, certo, ma anche – e qui prende forma con particolare evidenza – di paesaggio, relazione e scoperta. Un’esperienza che si manifesta attraverso l’architettura, la misura degli ambienti, il dialogo costante con la collina.