Metti il Barolo nel forziere.
Nei sotterranei di un palazzo settecentesco, trasformati in caveau, una delle più prestigiose aziende vinicole delle Langhe ha racchiuso 6mila bottiglie del mitico rosso piemontese. Le migliori annate dal 1958 a oggi. Da provare.
Ci sono vini che non sono solo vini. Sono storie antiche, sintesi perfetta dell'incontro tra l'uomo e il territorio. Così è il Barolo, il nobile rosso piemontese al quale oggi Michele Chiarlo, uno dei suoi più apprezzati produttori, ha deciso di dedicare addirittura un caveau, nel quale esporre e mostrare le migliori bottiglie di sempre uscite dalle botti dell'azienda.
Una cantina, quella dei Chiarlo, che estende i suoi 110 ettari di vigneti dalle dolci colline del Monferrato, dominio indiscusso della Barbera, alle Langhe, la vera patria del Barolo. Qui, in località La Morra, nel cuore del cru di Cerequio, in una zona che, già nell'ottocento, era definita come " l'unica degna dell'attributo di sceltissima", gli architetti Mariano Mulazzani e Simona De Paoli hanno ristrutturato le cantine settecentesche della casa nobiliare il Palas, dove oggi possono riposare più di 6mila bottiglie, dalla collezione di eccezionali Magnun e Jeroboam al Barolo del 1958 fino a Cerequio 2001, i vini che hanno segnato, anno dopo anno, la storia di questa azienda e di queste colline.
Sulle pareti di questo luogo silenzioso, mantenuto a una temperatura costante di 15 gradi, alcune grandi cornici sospese inquadrano,come tele di un museo, i lotti delle diverse annate. Accanto all'esposizione, è stata realizzata una Sala dei Sensi: un'area di degustazione nella quale, spiega l'architetto Mulazzani, " l'eliminazione di elementi e impronte non originali ha permesso di valorizzare al massimo l'ambiente" [...].