Prontezza e monitoraggio costante, come abbiamo affrontato l’annata 2017

Prontezza e monitoraggio costante, come abbiamo affrontato l’annata 2017

Nel post precedente abbiamo riassunto l’andamento stagionale del 2017: un’annata difficile e imprevedibile che, nonostante la mancanza di precipitazioni e l’arsura, ha portato ad un ottimo raccolto.

Per capire come la vigna e i vignaioli hanno affrontato la stagione, abbiamo chiesto a Stefano Chiarlo, che si occupa della parte agronomica dell’azienda, di raccontarci le impressioni, gli aneddoti e le aspettative di questa particolarissima vendemmia.

Stefano Chiarlo

Stefano Chiarlo

Stefano, in una stagione così difficile e imprevedibile, come si agisce in vigna per limitare i danni di condizioni climatiche inusuali?

L’annata più che per il caldo è stata contrassegnata da un periodo prolungato di siccità che non ha inciso sulla qualità dell’uva ma esclusivamente sulla quantità prodotta. Si è lavorato il terreno al fine di impedire l’evaporazione dell’acqua per capillarità, cercando di preservare il più possibile questa risorsa preziosa per la pianta. Abbiamo evitato sfogliature e sfemminellature al fine di mantenere i grappoli ombreggiati ed impedire soleggiamento diretto e disidratazione del grappolo: i diradamenti, ad esempio, sono avvenuti solo a fine estate proprio per evitare ulteriori stress.

 Ci sono episodi particolari, aneddoti o situazioni che ricorderete di questa stagione? 

La prolungata siccità ci ha costretto a irrigazione manuale di soccorso (l’irrigazione delle vigne, in Piemonte, non è consentita da disciplinare) in un vigneto giovane che avendo, radici superficiali, è più soggetto alla mancanza d’acqua. Tale operazione ha consentito di arrivare a perfetta maturazione delle uve.

Sembra che questa stagione rappresenti quei cambiamenti climatici che da anni si paventano?

Certamente: già negli ultimi 15 anni parecchie sono state le avversità che hanno colpito i nostri vigneti quali grandinate più frequenti, temporali con venti violenti, ma anche annate particolarmente calde e anticipate. Ecco perché è fondamentale essere costantemente nel vigneto al fine di prendere decisioni tempestive, a volte innovative, per gestire al meglio la fase della maturazione.

Cosa cambierà nel futuro e come ci si adatterà se tempo e temperature dovessero ripetere le situazioni di quest’anno?

Dovremo imparare a gestire al meglio il terreno, smuovendolo più volte per tenerlo arieggiato e permettere alla poca pioggia e alla rugiada notturna di essere assorbita dalle radici della pianta. Ad ogni modo, sarà opportuno attrezzarsi per trovare acqua in profondità e – anche se non fa parte della tradizione delle nostre zone – predisporre impianti di irrigazione a goccia nelle colline più soleggiate per tutelare le aree dove produciamo i vini più importanti.

Il grande caldo darà origine a vini più alcolici?

Questo rischio è stato scongiurato dalla prontezza delle nostre operazioni agronomiche volte a mantenere la freschezza, a monitorare attentamente la maturazione delle uve e ad agire tempestivamente per la vendemmia.

Le viti hanno dato fondo a molte energie e risorse per resistere alle avversità metereologiche, come si favorisce il loro riposo invernale e il recupero per la nuova stagione?

Certamente abbiamo impellente bisogno di avere un inverno molto piovoso e con abbondanti nevicate per alimentare le sorgenti ormai esauste. Terminata la vendemmia abbiamo lavorato in profondità l’interfilare per immagazzinare e mettere a disposizioni delle radici tutta la pioggia e la neve che auspichiamo arrivi. Abbiamo inoltre fatto concimazioni organiche con Humus e letame e in primavera semineremo piante leguminose l’operazione di sovescio volta ad arricchire il suolo di sostanze azotate naturali: tutto questo per ottimizzare la fertilità e far sì che il suolo mantenga l’umidità nei periodi critici.

 Che cosa avete imparato da questa stagione e da questa vendemmia?

Abbiamo imparato che anche in un’annata con situazioni climatiche particolari si riescono a ottenere risultati eccellenti a patto di essere attenti e innovativi e tempestivi negli interventi.