L'intervento sulla sala degustazione delle Cantine Chiarlo in località La Marra di Cerequio in provincia di Cuneo, è stato innanzitutto quello di rispettare l'architettura originale degli spazi, tenendo presente del più complesso intervento di risanamento previsto per l'intero
borgo. Il progetto di grande impatto estetico, realizzato dal designer Mariano Mulazzani, è iniziato con una sabbiatura interna dell'ambiente finalizzata a mettere in risalto le pareti e le volte in mattone 'a vista' in modo di donare a tutto lo spazio un'esaltante emozione.
Il progettista ha voluto, infatti evidenziare la preesistente ricchezza architettonica in modo di valorizzare al massimo i tre fondamentali spazi delle cantine: l'area degustazione, l'area comunicazione e l'area riposo delle bottiglie di Barolo. In tutti in questi tre ambienti molto significativo è stato l'intervento di illuminotecnica, realizzato da Viabizzuno, che ha evidenziato i particolari dei pavimenti, in vetro luminescente e rovere, delle pareti e dei soffitti in cotto antico con un progetto di luce diffusa, a tratti concentrata, a tratti indiretta, ben integrato al contesto architettonico.
La cantina si apre sull'area degustazione che è stata ricavata perfezionando uno scavo già esistente pieno di ghiaia. La sua pulizia e coibentazione ha permesso di ricavare la sede di un piano di luce, ottenuto tramite un neon di doppio colore: luce blu per effetto atmosfera e luce bianco/calda per i momenti di degustazione, rinchiuso da una pedana in vetro multistrato opalino. Il tavolo di appoggio per la degustazione è stato fornito dall'azienda Grandarredo che ha realizzato un maestoso tavolo a unica gettata di metri 7,50 in rovere che rafforza, sotto le bellissime lampade a sospensione della stessa lunghezza del tavolo, il piacere della degustazione in un assunto di equilibrio tra un'armonia di forme e di materiali. Su i due lati del lungo tavolo sono stati posti due contenitori di servizio in acciaio satinato e un trasparente box in vetro per l'alloggiamento dei diversi bicchieri per la degustazione. Molto interessante l'area comunicazione, intesa a rappresentare le particolari caratteristiche del terreno, dove teche di vetro contengono le diverse zolle di terra illuminate da luci a la cui sorgente non è visibile all'occhio.
Il tutto su una pedana in legno a doghe in cui il gioco della luce diffusa, che riveste l'intero ambiente, diventa, anche in questo caso, protagonista. Lo sfondo della sala è in muro misto in pietra e mattoni, sublimato da una sorgente di luce proveniente da terra attraverso faretti a borchia quadrata incassati a pavimento. Per accedere all'area riposo delle bottiglie di Barolo, si attraversa una maestosa porta trasparente in vetro scorrevole di notevole dimensione (m 300x250), dove l'atmosfera diventa luogo di culto. Infatti, per illuminare i volumi composti delle casse di Barolo delle varie annate sono state create delle
cornici sospese in acciaio che contengono alloro interno due tipi di luce differente che producono la giusta armonia per ammirare quei vini unici al mondo quali il Barolo Cerequio, il Barolo Brunate e Barolo Cannubi, tutti prodotti dalla sapiente maestria di Michele Chiarlo.
Espressione di giusto equilibrio tra armonia delle forme e dei materiali, tra tradizione e innovazione, la Sala di Degustazione che abbina la presenza/assenza tra terra, legno, acqua, luce e, ovviamente, vino, rafforza l'invito di una passeggiata nelle Langhe per un incontro di raffinato piacere tra gusto, olfatto e natura.
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