Annata 2017, un primo bilancio

Annata 2017, un primo bilancio

Un grappolo di barbera - © Exploria

Il 2017 verrà ricordato come un’annata assai movimentata. Temperature invernali sopra la media, poi gelate, poi caldo sproporzionato e, infine, un’estate siccitosa, senza precipitazione. A vendemmia ultimata, Michele Chiarlo ci racconta questa stagione davvero inusuale.

UN INVERNO TIEPIDO
L’inverno delle colline del Piemonte meridionale è stato sostanzialmente “caldo”: caratterizzato da temperature non molto basse, con precipitazioni piovose inferiori alla media e assenza di nevicate. Questa particolare condizione ha limitato lo sviluppo di riserve idriche nei suoli.

LA GELATA PRIMAVERILE
Il risveglio primaverile è stato precoce, guidato dalle temperature tiepide dell’inverno: un inizio vegetativo anticipato di circa quindici giorni. Nella terza settimana di aprile si è verificato un evento inusuale: un forte irrigidimento delle temperature, per quattro notti consecutive, ha determinato gelate notturne che, specie nel Monferrato, hanno danneggiato seriamente diversi vigneti. Una gelata di queste proporzioni non si verificava da almeno 50 anni.

© Tom Sennet

© Tom Sennet

UN’ESTATE SICCITOSA
Dopo l’emergenza gelo, le temperature si sono stabilizzate e i vigneti hanno cominciato il completamento della loro vegetazione in maniera abbastanza regolare. L’estate, tuttavia è stata una delle più secche dal 2003. Calda e senza precipitazioni, specie nelle colline esposte a sud e sud-ovest ha causato fenomeni di siccità, determinando una importante riduzione della resa nei vigneti della zona del Barbera d’Asti, del Moscato d’Asti e del Gavi.

Diversa la situazione nelle Langhe e nel Roero, dove a Barolo e nella zona delle Langhe Nebbiolo non si hanno avuto danni da gelate e ci sono state due abbondanti precipitazioni 30 giorni prima della vendemmia. Queste piogge sono state uno straordinario aiuto alla qualità e al mantenimento di resa un poco al disotto della normalità.

UNA VENDEMMIA ANTICIPATA
La vendemmia è avvenuta con un anticipo di circa 20 giorni nel Monferrato, con rese molto basse, e di circa 10 giorni nelle Langhe, con rese inferiori alla media ma soddisfacenti per Barolo e Langhe Nebbiolo, un poco più scarso il Barbaresco.

CHE VINI DOBBIAMO ASPETTARCI?
A fine fermentazione riscontriamo un’ottima qualità generale dei vini. Ottimi i Gavi, le Barbera d’Asti. Anche i mosti per il Moscato d’Asti appaiono di grande qualità. Ciò che spicca sono però le uve da Barolo e Langhe Nebbiolo, sanissime e croccanti, così come quelle del Barbaresco e dell’Arneis. Anche se bisognerà aspettare ancora qualche mese per i vini giovani e qualche anno per capire meglio lo sviluppo di Barolo e Barbaresco, questa annata 2017 sembra essere di eccellente qualità: meno rese in assoluto, ma vini che sapranno emozionare.