All'inizio
degli anni '70 introdusse per primo la fermentazione
malolattica della Barbera che segnò l'inizio
del miglioramento qualitativo di questo vino; attualmente
la Barbera d'Asti Michele Chiarlo è sinonimo
di prestigio in circa 40 paesi nei quali viene esportata.
La
filosofia di Michele Chiarlo è sempre stata
quella di individuare ed acquisire solo vigneti
in zone di grande vocazione: con molta pazienza
proseguì su questa strada.
"A
poco a poco la mia attività è cresciuta espandendosi
verso le altre due zone che hanno segnato la fama
dei vini piemontesi: Barolo
e Gavi"
Nel'arco
della storia della Michele Chiarlo assumono importanza
fondamentale le acquisizioni nelle Langhe di crus
di Barolo di primissimo livello: il Podere Cerequio
a La Morra nel 1988 e il vigneto Cannubi
a Barolo nel 1989. Il Barolo
Cerequio ha contribuito alla notorietà
internazionale e al lustro della marca Michele Chiarlo.
Di
grande prestigio l'acquisizione nel 1995 della tenuta
Aluffi in Castelnuovo Calcea nel Monferrato astigiano:
30 ettari interamente coltivati a Barbera. Gemma
della tenuta è il Podere La
Court, nel quale viene prodotto il cru omonimo
di superbo livello.
Di
particolare rinomanza anche l'acquisizione della
collina Montemareto
in Castelnuovo Calcea nel '97: "terroir"
di vini di grande carattere.
"Fortunatamente,
sono riuscito ad infondere questo amore per la qualità
ai miei figli ed ai più stretti collaboratori, formando
così un gruppo unito ed appassionato"
Attualmente
l'azienda è proprietaria di oltre 50 ettari
di vigneti dai quali derivano tutti i crus più
importanti. Lo staff tecnico coordinato da Stefano
Chiarlo garantisce la qualità della produzione
di altri 60 ettari dislocati nelle tre zone produttive
del Piemonte: Monferrato, Langhe e Gavi.
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