Art Park La Court: experience the best crus in Piemonte

Art Park La Court: experience the best crus in Piemonte

Le opere e le strutture del Parco possono essere visitate in autonomia, scaricando la nostra App LA COURT AUDIOGUIDE.
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La Tenuta La Court si trova all’interno di una delle 6 core zones che compongono il cinquantesimo sito Unesco d’Italia: I paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, dichiarati Patrimonio dell’Umanità nel 2014.

A Castelnuovo Calcea, sulle colline della tenuta La Court, cuore del cru da cui nascono i nostri migliori Barbera, sorge l’Art Park La Court. Venti ettari vitati, tre cascinali, due colline: il più esteso museo a cielo aperto in vigna, monumento in continuo aggiornamento dove arte, paesaggio e vino dialogano ininterrottamente, offrendo ai visitatori una delle esperienze di land art più uniche del panorama enologico.

Le scenografie paesaggistiche sono state progettate dal grande Emanuele Luzzati che qui ha lasciato in eredità le sue sculture, organizzate lungo un percorso fiabesco dedicato agli elementi: Terra, Acqua, Aria e Fuoco.

Accanto alle sculture di Luzzati, il parco è costellato di opere di artisti di fama internazionale, tra cui spiccano gli interventi di Ugo Nespolo, Giancarlo Ferraris e Chris Bangle. Elementi immaginifici e iconici che immergono il passante in atmosfere arcaiche e fantastiche, ragionando sul rapporto e l’armonia tra uomo e natura, creando spazi meditativi e punti d’osservazione. 

L’associazione Orme su La Court, gli eventi, l’archivio

L’Art Park La Court è un vivo centro culturale. Aperto al territorio e al mondo, attraverso la sua associazione – O.R.M.E. – promuove e supporta, ogni anno, un ricco calendario di eventi, mostre, appuntamenti culturali dedicati a personaggi piemontesi e italiani che hanno lasciato un’impronta nella storia, nella cultura e nel costume della società. A loro è dedicato un archivio permanente, visitabile all’interno del parco: Orme, storie e memorie del Piemonte.

Le vendemmie a La Court (1997 – 2007)

Per legare La Court e fotografia decidemmo di creare un progetto molto particolare. Per dieci anni a partire dal 1997, con l’eccezione del 2002 quando le avverse condizioni climatiche impedirono sia il reportage sia la vendemmia de La Court,  Michele Chiarlo ha affidato ad un fotografo la memoria delle vendemmie nel parco. Queste immagini hanno dato vita ad una mostra permanente, un museo fotografico unico nel suo genere: testimonianza del lavoro e della fatica in vigna, delle stagioni, dei costumi e degli uomini ritratti nel momento cardine della cultura vitivinicola.